identification card - Holocaust National Museum

“This museum is not an answer. It is a question.

And the question always is: What is your responsibility now that you’ve seen, now that you know?

Each individual must answer that question for himself of herself".

Elie Wiesel

Holocaust survivor and author 

(traduzione: Questo museo non è una risposta. È una domanda. E la domanda è sempre: qual è la tua responsabilità ora che hai visto, ora che lo sai? Ogni individuo deve rispondere a questa domanda per se stesso).

Inizia così la brochure che mi è stata consegnata all’ingresso del museo insieme a una “Carta d’identità". La mia è quella di Frida Adler, una ragazza sopravvissuta, emigrata negli Stati Uniti nel 1946.

identification card

Ho ancora la pelle d’oca mentre scrivo, ripensando a tutto quello che ho visto. Nonostante i miei studi in materia (la mia tesi specialistica era proprio sulla Shoa dal punto di vista dell’Italia e, nello scriverla, ho visionato tanto di quel materiale e letto tanti di quei libri da avere gli incubi per mesi) non era preparata a tutto quello che questo museo, ti pone davanti agli occhi.

La realtà nuda e cruda. Così come è stata. E cosi come, si spera, non accada mai più.

Prima vennero per i socialisti | e io non alzai la voce | perché non ero un socialista.

Poi vennero per i sindacalisti | e io non alzai la voce | perché non ero un sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei | e io non alzai la voce | perché non ero un ebreo.

Poi vennero per me | e allora non era rimasto nessuno | ad alzare la voce per me.

Martin Niemöller

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