come far volare i conigli

Quando si deve affrontare un viaggio tanto impegnativo come Roma – Philadelphia, o i generale un viaggio in aereo, e si hanno dei conigli la prima domanda che ci si pone è: e ora come faccio? 

Partiamo subito con una certezza: i conigli non devono viaggiare in STIVA. Quest’ultimo non è MAI un’opzione poichè potrebbero morire d’infarto a causa della paura e, sinceramente, se proprio devo partire preferisco sapere i conigli in mani sicure lasciandoli ad una persona fidata, piuttosto che rischiarne la morte. Non è essere stronzi, ma significa mettere la loro vita dinanzi a tutto. Parlo al plurale poichè mi auguro che, come me, di conigli ne abbiate almeno 2 (m + f ovviamente sterilizzati) essendo un animale gregario che necessità della compagnia di un suo simile per essere felice, ma soprattutto per potersi pulire adeguatamente. Ma queste cose sono certa che le sapete già, vero?



Quando ho deciso di trasferirimi dall’altra parte del mondo ho telefonato ad ogni compagnia aerea che volasse dall’Italia agli Stati Uniti. Ero disposta a partire da qualunque città, ma i conigli avrebbero dovuto volare con me in cabina.

E ho ricevuto una lunga serie di NO. I conigli volano soltanto in stiva.

Ero quasi pronta a rassegnarmi quando 2 compagnie mi hanno detto di si (Alitalia e Meridiana). Meridiana offriva la tratta Milano/New York, Alitalia Roma/New York. Ok, avrei dovuto fare New York/Philadelphia in auto, ma questo era l’ultimo dei miei problemi. Meridiana però non aveva voli disponibili per il mese di novembre, quindi alla fine la mia scelta è ricaduta su Alitalia.

animali in cabina
Costo per il trasporto di 2 conigli in cabina (1 trasportino)

Dato che i conigli non vanno MAI separati (nemmeno se andate dal veterinario e solo uno ne ha bisogno) avrebbero volato entrambi in un solo trasportino.

Le condizioni imposte da Alitalia in questo caso sono molto semplici:

  • l’animale deve rimanere per tutto il viaggio nel trasportino, e le dimensioni non devono superare i 24 cm di ALTEZZA, 40 cm di LUNGHEZZA e 20 cm di LARGHEZZA;
  • il trasportino deve consentirgli di stare in posizione comoda, di potersi girare e accucciarsi; deve essere ben aerato, impermeabile, resistente e preferibilmente semirigido o morbido purché rispetti le precedenti condizioni. Se il trasportino è di tipo morbido o semirigido nella parte superiore può essere anche leggermente (2-4 cm) più alto di quanto indicato;
  • il trasportino può trasportare fino a 5 animali della stessa specie, a condizione che il peso totale (compreso il cibo e il trasportino stesso) non superi i 10kg.

Prima di fare il biglietto però ricordate di chiamare il Customer Center al numero delle Assistenze Speciali poichè dovranno essere loro ad autorizzarvi il trasporto dei conigli in cabina (su ogni tratta non possono viaggiare più di 5 animali) e ad emettere il relativo biglietto (il costo per un trasportino è di 125 euro).

trasportino adatto al viaggio in aereo

Dopo infinite ricerche e consulti con il veterinario la scelta è ricaduta su questo modello (lo trovate qui).

 

Ma di quali documenti hanno bisogno?

I conigli per poter volare non hanno bisogno del passaporto, ma solo del certificato internazionale di buona salute. 

Per ottenerlo vi basterà recarvi, una settimana prima della partenza, dal vostro veterinario per farli visitare ed ottenere un primo certificato di buona salute. Con quest’ultimo dovrete recarvi presso l’U.O.C. Sanità Animale e Igiene degli Allevamenti e Produzioni Zootecniche e, con il primo certificato alla mano, richiedere che venga emesso quello internazionale (che è in italiano e inglese). In questo caso non serve portare i conigli con voi. Il costo è di 11 euro.

Il certificato internazionale di norma ha la validità di 10 giorni, ma per alcuni Paesi i tempi possono essere diversi (ad esempio per Giappone 48 ore, Colombia, Messico, Indonesia vale al massimo 5 giorni, Giordania 14 giorni etc.). Informatevi sempre prima tramite il Consolato del paese di destinazione sulle modalità di ammissione degli animali. In alcuni casi è previsto anche un permesso di importazione come nel caso di Australia, Emirati Arabi, Islanda, Israele, Liberia, Seychelles e Singapore ed altri. In altri casi, come ad es. per Kenia e Venezuela il certificato di espatrio, firmato da un veterinario ufficiale con firma depositata, deve essere convalidato dalla Prefettura.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’America, occorre solo il certificato internazionale e non è prevista nessuna quarantena.

Personalmente, dato che non mi piace viaggiare impreparata, ho scelto di far microchippare i conigli onde evitare problemi alla dogana dove non sai mai davvero cosa ti aspetta finchè non la superi e dove, con ogni probabilità, i conigli sarebbero stati fatti uscire dal trasportino per controllarne il contenuto (cosa che in realtà è poi avvenuta in Italia e i conigli me l’hanno fatta addosso per la paura).

Questo è tutto. Nulla di impossibile, ma devo ammettere che reperire tutte le informazioni non è stato facile poichè, come sempre accade nel nostro paese, in ogni telefonata ricevevo una risposta diversa.

Mercoledì e AliasAvete altre esperienze in merito? Raccontatele nei commenti oppure scrivetemi in privato, sarò ben felice di aggiornare il post con la vostra storia. E se state per partire ed avete qualche dubbio…. non esitate a chiedere.

Buon viaggio a voi ed ai vostri conigli 🙂

 

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