italia

Negli ultimi 7 anni ho sempre sofferto di insonnia, dormendo in media 4 ore a notte.

Avevo svariati motivi per non dormire: il lavoro che non dava sicurezza, le tasse, la salute che non potevo curare (perché prima si pagano le tasse, poi si pensa al resto) e poi ancora le tasse, le tasse, altre tasse e L’INPS. Mi sentivo inadeguata, ad ogni colloquio avevo sempre qualche titolo di troppo oppure c’era qualcosa che non sapevo fare, spesso c’era qualche parente da piazzare e questo anche se incapace, veniva comunque prima di me.

Quando sono salita sull’aereo per gli States ho sentito un profondo senso di liberazione e per la prima volta dopo tanto tempo ho DORMITO. Come un bambino tra le braccia di sua madre. Ed è stato così per tutti i giorni a seguire, fino a quando quella sanguisuga chiamata Italia non è tornata a bussare alla mia porta.

Perché lei è così. Non ti dà nulla, ma pretende. Anche quando non le spetta, anche quando tu hai già saldato tutti i tuoi “debiti” (e in realtà dovrebbe essere lei a dare a te), lei ti manda una raccomandata (troppa grazia sarebbe stata una pec, ma perché modernizzarsi e agevolarti la risposta).

E così ricominci a non dormire, anche se sai che non le devi niente (ma ti è stato inculcato che lo stato ha sempre ragione – la minuscola è voluta). Lei non ti lascia stare. Lei pretende.

Tranquilla Italia, tornerò. Devo. Ma solo per chiudere definitivamente il rapporto con te.
Perché se c’è una cosa che desidero più di tutte, a questo punto, è non far più parte di questo sistema. Basta.

Io non mi sento più italiana.

1 thought on “Quella sanguisuga chiamata Italia”

  1. Ti capisco e condivido ogni singola parola. Io sono un giovane avvocato e le fatiche, i sacrifici, le frustrazioni che ho affrontato in questi anni sono state davvero troppe. Un paese che pretende e non restituisce nulla, sopratutto ai giovani.

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